Nitzia Llerenas nutrizionista

Palloncino intragastrico e alimentazione

Il pallone intragastrico è il più comune tra gli interventi per dimagrire non invasivi. Spesso indicato anche con l’acronimo BIB (Bioenterics Intragastric Balloon), rappresenta un trattamento temporaneo, al quale vengono sottoposti pazienti obesi che non sono riusciti ad ottenere una significativa riduzione del peso corporeo mediante tecniche convenzionali (dieta e attività fisica).

Palloncino gastrico prima e dopo: il ruolo dell’alimentazione

Il posizionamento del palloncino nello stomaco richiede anzitutto un’adeguata preparazione da parte del paziente. Durante le dodici ore che precedono l’intervento, in genere è necessario evitare di consumare cibo secco; in aggiunta, va osservato il completo digiuno nel corso delle 6-8 ore che precedono l’inserzione del dispositivo. Questi accorgimenti servono a limitare il disagio susseguente il posizionamento del palloncino (la cosiddetta “sindrome digestiva”) che può provocare nausea o leggeri dolori addominali; si tratta di effetti fisiologici, che svaniscono dopo una rapida fase di adattamento.

Dopo il posizionamento, per dimagrire con il palloncino intragastrico è fondamentale seguire meticolosamente un preciso schema alimentare. Una dieta specifica, elaborata da uno specialista della nutrizione, è indispensabile per gestire il progressivo adattamento alla presenza di un corpo estraneo all’interno dello stomaco e acquisire nuovamente la capacità di tollerare cibi solidi. Più in generale, la dieta da seguire nel decorso postoperatorio serve a garantire l’adeguato apporto nutritivo all’organismo e, al contempo, favorire l’effettiva perdita di peso; l’intervento del palloncino gastrico, infatti, ha un’efficacia limitata se il paziente non modifica le proprie abitudini alimentari in funzione della perdita di peso corporeo.

Come funziona il palloncino gastrico

Il palloncino gastrico agisce con un meccanismo molto semplice, e cioè di massa occupante spazio. A seconda del tipo di dispositivo si può associare:

– una stimolazione dei recettori del fondo gastrico (palloncino ad aria), in quanto il dispositivo galleggia sui liquidi e sugli alimenti occupando prevalentemente la parte alta dello stomaco dove sono presenti delle terminazioni che determinano il senso di sazietà,

– una azione ostruttiva con un meccanismo a valvola (palloncini ad acqua / palloncino gastrico Elipse), in quanto, avendo un peso variabile da 500 a 800 gr in funzione del grado di riempimento, si localizza nella porzione centrale della camera gastrica ostacolando quindi il passaggio dei liquidi e degli alimenti.

Elipse™ è un palloncino gastrico che non richiede procedure chirurgiche o endoscopiche; è un dispositivo temporaneo progettato per promuovere la perdita di peso in individui sovrappeso e obesi, se utilizzato in associazione con un programma di modifica delle abitudini alimentari e comportamentali sotto diretta supervisione medica.

Come si mette il palloncino gastrico

L’inserzione del palloncino gastrico senza intervento avviene per ingestione durante una breve visita ambulatoriale; la deglutizione può essere agevolato per mezzo di un anestetico a spruzzo. Il dispositivo viene poi espulso spontaneamente dopo 16 settimane circa. A differenza di altre opzioni per la perdita di peso, l’inserimento di Elipse™ non richiede interventi chirurgici, endoscopia o anestesia; la procedura di inserimento ha una durata di circa 20-30 minuti.

Proprio per la semplicità del meccanismo d’azione e la temporaneità della sua permanenza all’interno dello stomaco (dai 4 ai 12 mesi), il palloncino per dimagrire deve essere associato ad un rigido protocollo dietetico che deve essere mantenuto anche dopo la sua rimozione, pena il recupero completo del peso.

Il contributo fondamentale del palloncino è quello di riuscire a rispettare la dieta prescritta con minore fatica, poiché induce un senso di sazietà precoce, una ricerca meno impulsiva del cibo ed intervalli più lunghi di assenza di fame.

Qualora si trasgredisse alle indicazioni dietetiche con grosse abbuffate o pasti consumati velocemente o di scarsa qualità, il palloncino nello stomaco determinerà una sindrome digestiva sgradevole caratterizzata da intensa difficoltà alla digestione, dolori addominali (anche molto forti), nausea, episodi di vomito o reflusso gastroesofageo.

L’intento è prettamente educativo: scatenando la sindrome digestiva si abitua il paziente con il palloncino allo stomaco ad osservare corrette abitudini alimentari sia quantitative che qualitative. Tali abitudini dovranno essere consolidate e mantenute con l’aiuto di uno specialista.

Indicazioni specifiche dopo il posizionamento del palloncino gastrico

La terapia dietetica dopo il posizionamento prevede diverse fasi che si differenziano per la consistenza degli alimenti, il volume dei liquidi e dei solidi, la frequenza e la durata del pasto. Le quantità devono essere personalizzate.

L’integrazione di vitamine, Sali minerali, fibre o altre sostanze nutritive deve essere calibrata in base alla situazione del paziente, il grado di obesità, l’eventuale presenza di patologie o intolleranze. Ragion per cui, è necessario affidarsi ad un esperto della nutrizione.

Consistenza degli alimenti

  • La dieta iniziale deve essere IDRICA PURA (durata 2 a 3 giorni):

Tè, tisane, camomilla, brodo vegetale o di carne sgrassato, latte parzialmente scremato, integratori idrosalini.

  • per poi passare a una DIETA IDRICA (durata 2 giorni):

Tè leggero dolcificato con prodotti acalorici

Biscotti prima infanzia

Fette biscottate ammorbidite nelle bevande

Pastina di tipo minuto g 20 o semolino g 20 cotti preferibilmente in brodo vegetale e condito con 1 cucchiaino da tè di olio extravergine d’oliva.

  • passare a una dieta liquida (durata di 7 giorni):

Caffè leggero o decaffeinato, caffè d’orzo, tè leggero o deteinato oppure altre bevande acaloriche senza zucchero o dolcificati con prodotti acalorici

Latte vaccino scremato oppure yogurt magro bianco

Biscotti per l’infanzia o fette biscottate sciolti nelle bevande 

Omogeneizzato di frutta.

Pastina di tipo minuto oppure semolino o crema di riso da cuocere preferibilmente in brodo vegetale

Carne magra (petto pollo, tacchino) o in forma omogeneizzata

Pesce fresco o in forma omogeneizzata

Ricotta vaccina oppure Philadelphia light

olio extravergine d’oliva.

  • passare a una dieta semiliquida (durata di 7 giorni):

Caffè leggero o decaffeinato, caffè d’orzo, tè leggero o deteinato oppure altre bevande acaloriche senza zucchero o dolcificati con prodotti acalorici

Latte vaccino scremato oppure yogurt magro bianco

Fette biscottate

Pastina di tipo minuto oppure semolino o crema di riso da cuocere preferibilmente in brodo vegetale

Carne magra (petto pollo, tacchino) ben cotti, tritati o macinati (preferibilmente sciolti nel brodo o nel passato di verdura) oppure ai ferri e tritata finemente.

Carne rossa magra cotta al vapore o ai ferri e tritata finemente o macinata 

Filetto di pesce  cotto al vapore o ai ferri e tritato finemente

Uova in stracciatella o alla coque oppure uovo  + formaggino (2 volte alla settimana)

Purea di verdure, verdure ben cotte e private della buccia

Ricotta vaccina oppure philadelphia light

Frutta g 200 in forma omogeneizzata o in forma grattata o cotta in acqua

olio extravergine d’oliva.

  • passare a una dieta semsolida ( durata di 7 giorni):

Caffè leggero o decaffeinato, caffè d’orzo, tè leggero o deteinato oppure altre bevande acaloriche senza zucchero

E’ possibile adoperare dolcificanti acalorici

Latte vaccino scremato oppure yogurt magro bianco

Fette biscottate

Cereali; biscotti secchi o pavesini ; fiocchi d’avena o muesli.

Latte magro oppure yogurt magro bianco

Frutta g 200 preferibilmente cotta in acqua o grattata

Pasta di formato piccolo-medio (risoni, ditalini); riso, orzo o farro in brodo vegetale o molto morbidi

Carne rossa magra cotta al vapore o ai ferri e tritata finemente

Petto di pollo o tacchino cotto al vapore o ai ferri e tritato finemente

Filetto di pesce  cotto al vapore o ai ferri e tritato finemente

Prosciutto magro o bresaola ben sminuzzati

Uova alla coque  oppure uova alla coque n. 1+ formaggino

Ricotta vaccina  oppure Philadelphia light g 60

Contorno di verdure e ortaggi: passato di sole verdure (bietina, spinaci, zucchine, lattuga)

Purea di patate o patate lessate

Pane da tostare oppure crackers, fette biscottate, pane carasau.

Verdure ben cotte o crude tenere e ben sminuzzate (provandone un tipo per volta per testarne la tollerabilità)

Frutta g 200 preferibilmente cotta in acqua o grattata

olio extravergine d’oliva

  • per ultimo passare a una  dieta solida di mantenimento.

Caffe leggero o decaffeinato, caffe d’orzo, tè leggero o deteinato oppure altre bevande acaloriche senza zucchero

E possibile adoperare dolcificanti acalorici

Latte vaccino parzialmente scremato  oppure yogurt magro bianco  alla frutta

In caso di intolleranza assumere latte delattosato

Fette biscottate  o biscotti secchi (tipo Oro Saiwa) Pavesini, fiocchi di cereali,  pane, preferibimente tostato

Frutta fresca di stagione g 150

Pane preferibilmente tostato oppure crackers  pane carasau

Il pane può essere sostituito da pasta, riso, polenta, orzo o farro conditi con sugo di pomodoro o verdure

Pasta o riso  con patate

Pasta, riso, orzo o farro  con legumi secchi pesati a crudo o a cotto oppure con legumi freschi.

Pesce fresco o surgelato oppure tonno sott’olio ben sgocciolato al naturale  oppure salmone affumicato

Carne bianca (coniglio, pollo, tacchino, vitello)

Carne di manzo magra

Prosciutto crudo o speck privati del grasso visibile oppure prosciutto cotto  o fesa di tacchino/bresaola

Uova (max 2 volte/settimana in alternanza con la cena)

Formaggio fresco (fiocchi di latte, fior di latte, stracchino, primo sale)

Contorno di verdure: secondo tolleranza, in quantità cotta minima di  o cruda

Frutta fresca di stagione

Pesce fresco o surgelato  oppure tonno sott’olio ben sgocciolato al naturale  oppure salmone affumicato

Carne bianca (coniglio, pollo, tacchino, vitello)

Carne di manzo magra

Prosciutto crudo o speck privati del grasso visibile  oppure prosciutto cotto  o fesa di tacchino/bresaola

Uova (max 2 volte/settimana in alternanza con il pranzo)

Formaggio fresco (fiocchi di latte, fior di latte, stracchino, primo sale)

Contorno di verdure: secondo tolleranza, in quantità cotta minima di  cruda

Pane preferibilmente tostato o sostituzioni: patate, pasta o riso, crackers, legumi secchi , legumi freschi (anche surgelati o in barattolo ben scolati), pane carasau

olio extravergine.

Frequenza dei pasti

  • All’inizio ripartire l’alimentazione in più pasti durante la giornata, e preferibilmente in tre pasti (colazione, pranzo e cena) e due/tre spuntini (mattina, pomeriggio, sera) di piccolo volume.
  • Al secondo mese e preferibilmente concentrare la dieta in tre pasti (colazione, pranzo e cena)

Volume dei liquidi

  • È consigliabile ridurre i liquidi ai pasti (un bicchiere d’acqua al massimo); bere invece abbondantemente tra i pasti, a piccoli sorsi non gasata.
  • Limitare le bevande nervine (tè e caffé); escludere le bevande gassate anche se senza zucchero e gli alcolici.

Durata dei pasti

  • È importante fare piccoli bocconi e masticare accuratamente (contare fino a 30), a tal fine può essere utile fare delle pause tra un boccone e l’altro. Il pasto principale deve durare almeno 30 minuti.

Norme comportamentali

  • Smettere di mangiare appena si avverte il senso di sazietà. Indicatori di eccessiva pienezza gastrica sono: senso di pressione o pienezza al centro dell’addome, sotto le costole, senso di nausea, dolore alle spalle o alla parte alta del torace.
  • Non sdraiarsi immediatamente dopo il pasto. In posizione supina, si può avere facilmente reflusso di cibo nell’esofago, quindi è opportuno aspettare circa 2 ore dopo aver mangiato prima di sdrairsi.
  • È di fondamentale importanza svolgere una regolare attività fisica.

Indicazioni generali

  • I singoli pesi fanno riferimento agli alimenti crudi e al netto dello scarto.
  • È ammesso l’uso moderato  dei dolcificanti artificiali (ERITROLO aspartame, acesulfame, mannitolo, stevia ecc.)
  • Il pesce, il vitello, il maiale, il pollo sono più facili da tritare rispetto al manzo e alla selvaggina che sono      più fibrosi poiché hanno un maggiore contenuto di tessuto connettivo e per questo possono provocare difficoltà digestive.
  • Escludere i cibi che risultano indigesti, secondo la personale esperienza, ed i cibi che aumentano la secrezione gastrica, tipo: brodo di carne, dadi da brodo, insaccati, formaggi piccanti ecc, spezie, cibi acidi
  • Preferire come condimento l’olio extravergine di oliva, controllando la quantità: a tale scopo è opportuno dosarlo con un cucchiaino.
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